“CHIARA”

10/06/2014

CHIARA

“CHIARA”

Ora e tutto che già so mai sarà.
Chiara spegne il ventilatore e mi chiede di scegliere tra il bene e il male.
Chiara mi fa l’occhiolino e mi ordina di scegliere tra la vita e la morte.
Chiara sorride, tira fuori la lingua, si punta l’indice alla tempia e poi si getta sul letto.
Credo volesse farmi ridere o farmi capire qualcosa senza dirmelo.

Chiara mi chiede se siamo alla moda. Io le chiedo se siamo ancora noi.
Lei fa finta di niente e mi chiede se sto pensando allo stesso colore che sta pensando lei.
Io vorrei dire bordeaux, ma rispondo grigio e infatti vinco un bacio con schiocco.

Mi piace sentirla parlare fissando il soffitto o il pezzo di cielo.
La sua voce è un’anestesia che ti fa da autista e non sai dove ti stia conducendo.

Chiara aspetta un’altra mia risposta grattandosi il cerotto di Topolino che ha sul gomito.
Quei cerotti le costano una fortuna, ma Chiara crede che le ferite necessitano di allegria.

L’ultima volta che siamo stati felici Chiara vestiva di verde.
Ubriachi eravamo entrati al circo stando ben attenti a scappare prima che i clown fuori forma ci rubassero le risate, gli sguardi, le carezza, i nostri odori.
Ubriachi, aveva cercato di prendermi in braccia.
Ci siamo baciati sdraiati sul marciapiedi tra un motorino e una lattina di Coca-Cola.

Chiara scende dal mio petto e si avvicina all’armadio.
Io ho già capito.
A lei il costume del Diavolo, a me quello che non c’è, quello che sono.
Quello che mi resta.

Chiara si volta, indica una nuvola e mi chiede se non sembra un cavatappi.

Un giorno proverò a far andare meglio le cose.
Ora ho ancora troppi brutti scherzi alle spalle.

Un giorno dimenticherò questa stanza e sarà come perdersi in un aeroporto deserto. Ora e tutto quello che verrà dopo.

Tag: