“LARA”

07/09/2016

Lara, ha chiuso anche Gianni.
Mi sedevo là, bevevo qualcosa e passavo il tempo a fare di quel tempo altro tempo perso.
Arrivavo quando capitava ed in qualche stagione e mi divertivo ad immaginare che ore potessero essere in un’altra stagione o in altri Paesi.

Lara, ho sognato di mangiarmi una scimmia.
Mi sono svegliato all’improvviso per poi addormentarmi cercando le stelle nel soffitto, ma ho chiuso gli occhi solo quando lo shuttle è partito senza di me.
Immagino avessero la sveglia o sapessero che fare nella vita.
Avevo fatto il biglietto tre mesi fa, credo fosse Carnevale.
O Natale.
Mi sono svegliato che era la notte dopo e ho ripensato alla scimmia inghiottita e mi sono ricordato che non mangio da due giorni.

Lara, ma il tuo camicie bianco l’appendi nell’armadio come le camicie che non metto mai o lo butti su una poltrona come il resto del mio guardaroba?
E, scusa, ma nelle vite che riesci a salvare conti anche quelle che poi butteranno lo stesso?

Lara, ne abbiamo parlato, vita, amore, anima, sesso, è sempre e solo una questioni di secondi, è sempre una sottile guerra di attimi contro attimi.

Lara, ho solo bisogno di un’anestesia, di una partita bowling o di un ombrello bucato.
Lara ho bisogno del mare, del vento o forse solo di un invito a cena.
Lara, non è niente, è solo che quando ricominci a vivere hai solo paura a farlo, ma, tranquilla, stavolta credo di farcela.