“MARTA ERA SOLO UNA R IN PIU’ “

03/01/2016

MARTA ERA SOLO...

Quando la regina trova un minuto è pregata di telefonare.
La reggia sta cadendo a pezzi e il re è un uomo a costole in fuori e calzini corti.

Ho sognato di nuotare in un prato di bottiglie di plastica e al risveglio mi sono visto riflesso contro la finestra della cucina: pensavo peggio, faccio quasi schifo.
Credo posso bastare una doccia e stirare bene il sorriso migliore.

Ho fatto un numero a caso, ma non mi ha risposto nessuno e sono andato a fare un giro nel quartiere stando ben attento a non allontanarmi troppo dai muri.
Le ultime mode non mi piacciono molto.

Passo le giornate davanti al televisore e pur ascoltando ciò che dicono non ne capisco bene il senso e a tirare freccette contro il poster fosforescente di un circo passato in città tredici anni fa.

Poco fa ho pensato di chiamare una puttana, ma poi c’ho rinunciato.
Non avevo proprio voglia di parlare di me.
Insomma, non avrei saputo da dove cominciare e soprattutto come finire.

Ho letto da qualche parte che per tenere lontane le energie negative bisognerebbe immaginare qualcosa di piacevole e rilassante.
Un ricordo, un’ immagine.

Qualcosa. Un qualcosa.
Ho ripensato alla puttana che dovevo chiamare e mi sono trovato in cucina ad aprire una lattina di fagioli.

Ho trovato un po’ di pace solo quando sul letto ho chiuso gli occhi e ho fissato il mio pensiero su un enorme salvadanaio rosso dentro al quale ho gettato tutta le merda e le delusioni accumulate negli ultimi anni.
Pensavo di buttarlo giù dal quinto piano ma poi, sollevandolo, ho deciso di scaraventarlo contro la notte, direzione Buio.

Mi sono solo perso in migliaia di stelle, ma qualche secondo dopo, spaventato dal torpore del mio corpo, ho spalancato gli occhi e mi sono alzato di scatto con pugni ben serrati per colpire l’intorno.

Falso allarme.
Ero solo ed era come se mi trovassi davanti a un pozzo.
Era come se fossi gobbo e pensassi a dove fossero finite le ali.
Era come se stessi scrivendo tutto quello che provavo.

Alla televisione una valletta scuoteva il sedere come se fosse andato in corto circuito, roba da 20 giorni di degenza.
Un vecchio, alle sue spalle, uno del pubblico, applaudiva come se fosse in un forward senza possibilità di arresto, se non terminale.
Ho ripensato alla puttana non chiamata e pure alla morte.
Poi ho saputo che si sposa un’altra mia ex e mi son detto che di funerali già ne ho visti troppoe mi sono sempre presentao sgualcito negli abiti o nell’anima.
So che il silenzio, paga più del rumore, ma se non hai niente da fare, di troppo importante, chiaro, faresti una piccola preghiera per me, Tesoro?
Diciamo verso le 23. Pure 23 e mezza.

https://www.youtube.com/watch?v=2T62pMVFmrg (per te)
Grazie.