“OH, GRAZIE, SEPPUR INVOLONTARIO”

09/09/2016

Se hai girato almeno un quinto di Mondo o se hai gironzolato, orecchie e occhi stroboscopici, anche solo nel tuo quartiere, credo non ci voglia troppa intelligenza per capire che sei solo una formica e senza neppure la loro ancestrale organizzazione.
Credo basti pensarlo solo ogni tanto.

Ma, nel frattempo e per questo, desidero ringraziare chi, involontariamente o perché girava con gli occhiali da sole sotto un diluvio, ha fatto della mia cenere il mio fuoco e viceversa.

Insomma, senza volerlo, mi ha regalato qualcosa che da solo non credo sarei riuscito a conquistare.
Conoscere i propri limiti è sempre, a mio avviso, la più grande conquista.
La libertà di dire, fare, pensare, baciare chi cazzo mi pare.
Al testamento non ci penso.
Grazie.

Quando mi voglio fare un giro tra ‘strani’ e ‘ maledetti’ normalmente bazzico Banche, sedi di Quotidiani, Tribunali, Cimiteri, Ospedali, Carceri, Fiorai o Meccanici o Venditori di Speranze (troppe categorie e devo preparare la cena).

Insomma, non mi citofono.

E chi mi ha sempre detto di tagliarmi i capelli era pelato.
E chi mi ha sempre consigliato di cambiare, ha un lavoro fisso da vent’anni.
E chi mi ha maledetto per certi errori, aveva un cuore d’amianto.
E chi mi diceva di non abusare di certe necessità, non mi sembra troppo in forma al momento.
E chi mi esorta a… non sono problemi miei.

Ho buttato l’ego nella vasca e mi sono comprato una canna da pesca.
Quello che ogni giorno pesco è qualcosa di mio.
Le lische per lo spettacolo.
Un mediocre spettacolo quasi accettabile.
Ma, che rende, a quanto pare, soddisfatti i pochi spettatori paganti.
Un dopocena, ovviamente.
Adrenalina ed En.
Cuore e Minias.
O solo stelle.

Aloha!

“Gente più al mare che sugli spalti”
(Sandro Ciotti)