SE NON MI ACCETTI, TI APPICCICO!

20/08/2014

SE NON MI ACCETTI, TI APPICCICO

“SE NON MI ACCETTI, TI APPICCICO”

Ho visto un uomo indicarmi e ridere e ridere e ridere.
Come se fosse il suo sport.
Allungare il braccio, l’indice e ridere e ridere e ridere.
Devo ammettere, sapeva praticarlo abbastanza bene.

So che i miei capelli fanno ridere, ma quest’uomo era pelato.
So che spesso cambio modo di camminare, ma quest’uomo aveva gambe più corte di un barattolo di mais.

La sua testa lucidata dal sole si confondeva con i lampadari spenti dell’Emporio sul quale l’uomo appoggiava il culo sulla vetrina.
Le sue braccia conserte forse volevano dire sicurezza o fiducia.
O forse era solo intimorito da cosa avrebbe potuto trovare nelle tasche dei suoi pantaloni da golfista.
E’ sempre dura capire chi sei e cosa porti in spalla o nelle tasche.

Ho attraversato la strada e gli ho chiesto il perché mi stesse prendendo in giro.
Era più alto e grosso di me, ma aveva meno cicatrici.
Era vestito meglio di me, ma giocava troppo sul pendant.
Sembrava una ruota panoramica con due braccia e due gambe.

L’uomo mi guarda, continua a ridere mentre io fisso i suoi occhiali e i suoi denti bianco perfetti e le sue gonfie vuote gocce di sudore sulla fronte.
“Rido di gusto perché ti vedo malinconico e la cosa mi fa davvero ridere”.

Per sicurezza avevo preso un sasso e lo stringevo nella destra.
I comici non mi fanno ridere, i pagliacci mi mettono addosso una tristezza assurda.
Lasciai cadere il sasso a terra come un rosa da un balcone quando capii che non c’era nessuna differenza tra lui ed un adesivo.
Era unidimensionale.

Feci scivolare la malinconia lungo i jeans, me li strofinai con i palmi delle mani, feci un sorriso, lo staccai dalla vetrina e, dopo averlo preso sottobraccio, lo appiccicai lungo le portiere, lato passeggeri, della macchina.

Mani in tasca e testa piegata ammisi che poi, dai, non stava così male.
L’uomo continuava a ridere indicando pompe di benzina, vecchie, cespugli, uomini in sedia a rotelle, elettrauti, cinema, muri dei palazzi, cani. Tutto.

Continuava a ridere e ridere e ridere.
Io solo a guidare e a pensare a lei e a quanto mi mancava.

Tag: