“TRA LE RIGHE” (50×50, acrilico, Cernit, Spago)

22/11/2016

Quello che non mi è entrato.
Ma, pretendono quadri più piccoli, scusate.

Pietro, ricorda che stai facendo un lavoro “superfluo” e che tutte le pareti sono piene.
Ci penso su.
Mi chiedo perché allora sia ancora aperto il negozio di divani sotto casa o il falegname a cinquecento metri.
Mi chiedo perché devo andare a ballare in discoteca se ho uno stereo da mille euro.

Partecipo ogni anno al Family-Day.
Non c’è maggiore spinta per smetterla con alcool o droghe o sonniferi.
Un’autodistruzione continua.
Ma, colorata e con palloncini verso il cielo.
Tutti insieme a rovinarci lo stesso sangue.

Mi ha consigliato di essere più umile.
Anche qui ci ho pensato su e non ho risposto.
Ha centrato il punto e mi ha fatto male.
E’ questa la verità.
Se la capovolgi.
Ovvio.

Pietro, un anno da militare ti farà bene.
Il primo dopo 60 anni.
Il primo dopo mio nonno che usava la baionetta e accendeva fuoco sfregando sassi.
Si vede che ad altri non gli avrebbe fatto bene.
O che sono il più forma tra tutti.
E naturalmente il primo a dover essere andato in terapia.
Qualcuno doveva pur andarci, dopo 4 suicidi familiari in 150 anni.

A volte contano i fatti, a volte le parole.
Ma se i fatti vengono dimenticati, rimangono solo le parole.
E seppur hai scoperto il trucco, non per questo non puoi rimanere stupito e ammirato nel vedere tirare fuori dal cilindro cazzate su cazzate.
Una dietro l’altra, come piccioni che volano verso le nuvole dalla tasca di uno smoking mentre grandina.