Tu intanto parla

24/07/2016

intanto

Quello che è andato è andato e
se rimane qualcosa tienitelo stretto
fa bene, fa male
è solo un’anestesia ad occhi aperti.

Ed i tuoi occhi stanchi e belli
il tuo seno contro il mio petto
e il mio petto verso ciò che non ti ho mai saputo spiegare,
sono sempre letti da fare e disfare
come gli addii ed i nuovi impacciati ciao.

Qualcosa non c’è più
se non silenzi e ricordi
che non hanno mai una giusta soundtrack,
ed eravamo giovani
credo lo siamo ancora
il mezzo è quello che ci racconteremo,
quello che ci racconteranno.

Ho pochi poteri, ormai, ma grandi responsabilità, già,
è tutto cambiato
o semplicemente tutto è tornato nella norma
e le responsabilità le ho solo verso verso me stesso
per i pochi poteri mi succhio le vene,
è solo convinzione, solo convinzione,
lo spacciatore è sempre a quell’angolo?
Ho bisogno di adrenalina e di uno spleen lungo sei mesi, fammi sapere.

E svegliami tra un paio d’ore
che l’umore va e viene
Tu intanto racconta cosa non è andato,
gli altri si preoccupano del mio futuro,
io del loro presente,
il passato è un killer ubriaco e sgualcito dietro ad un tenda
e indossa 46 di mocassini neri, e più lucidi della luna.
Svegliami pure domattina, grazie,
tu intanto racconta cosa è andato.